Sulle orme di Paolo
Chiamati alla vita piena non per merito ma per Grazia.

Il tema scelto da Padre Mauro M. Morfino per il 13° appuntamento delle “Icone Bibliche” è davvero “iconico” e paradigmatico. Nella vicenda di Paolo da Tarso è possibile, infatti, rintracciare le dinamiche fondamentali del passaggio che ogni persona dovrebbe fare per giungere a piena maturità: quello dalla vita psichica e alla vita spirituale.

Il criterio fondamentale per capire se stiamo agendo secondo i dinamismi della vita psichica o di quella spirituale è semplice e immediato: nella vita psichica al centro ci sono io, il mio pensiero, il mio sistema culturale, sociale, religioso, economico, politico ecc; nella vita spirituale al centro c’è Dio (l’Altro) che mi parla attraverso gli altri differenti che non mi scelgo, e per i quali non ho nemmeno le parole e le categorie per definirli (nella Bibbia lo straniero, l’orfano, la vedova e il povero sono luoghi teologici, prima che categorie sociali). Se ne deduce che l’osservanza stretta di pratiche religiose non sono necessariamente indice di autentica vita spirituale.

Le lectio di Padre Mauro hanno mostrato, infatti, che la svolta nella vita di uomo e di credente di Paolo avviene quando comprende che il paradigma che ha governato la sua vita e che egli ha cercato di rispettare con grande sforzo, fedeltà e passione, centrato sull’adozione di comportamenti e l’adesione a valori e ideali (la legge) certificati dal Dio di Mosè, era sbagliato. Paolo comprende che al centro dell’umanizzazione dell’uomo non c’è lo sforzo morale, ma un incontro con una persona e l’accoglienza di un dono. La salvezza è data gratis e il tramite è la fede. Non occorre “fare” nulla, se non abbandonare la centralità di sé stessi e del proprio sistema di riferimento per aprirsi allo stupore nel constatare d’essere amati incondizionatamente. Paolo scopre che al centro della piena fioritura dell’umano non c’è l’osservanza dottrinale, ma l’esperienza vitale e personale di un incontro.

Le tematiche del dono e dell’incontro personale sono state declinate nei pomeriggi dalle attualizzazioni guidate da Ignazio Punzi. Al centro del metodo elaborato e proposto da Punzi ai partecipanti c’è stato un intenso e profondo esercizio di memoria dialogante e narrativa. I lavori pomeridiani non sono cioè mai stati elaborazioni teoriche, elucubrazioni mentali o intellettualizzazioni. Ai partecipanti sono state offerte chiavi di lettura con le quali rintracciare, leggere e condividere episodi di vita personale (Dio ha già attraversato le nostre storie ed ha avuto il volto di chi ci ha fatto fare esperienza di amore gratuito). Ognuno ha avuto un tempo congruo di riflessione personale al quale è sempre seguito uno scambio in piccoli gruppi di 3-4 persone.

Questi alcuni dei commenti dei partecipanti.

  • Esiste una casa nel bosco di Cuglieri, dove Dio parla al cuore, dove il fratello parla al fratello senza paura, perché il lupo non c’è. (S. P.)
  • Ormai le icone bibliche, per me, sono diventate “tempo di gestazione”: le aspettative e le conoscenze acquisite durante l’anno, le emozioni, delusioni, incontri, tutto entra in questo tempo dove tutto concorre all’incontro e accoglienza. Quest’anno poi la Parola è stata più che mai azione e pace ed io sono tornata a casa piena di gratitudine, narrazioni e nuove consapevolezze. (A. M.)
  • La storia di Paolo è anche la nostra storia, quando Dio viene a cercarci negli anfratti dove siamo andati ad infilarci, e la luce che irradia è così forte che non possiamo fare a meno di seguirla. Durante i giorni delle Icone bibliche, Dio per me si è presentato attraverso le parole e i volti di tutti i partecipanti, doni preziosi da custodire nel cuore da far lievitare perché portino frutto per altri. (D. L.)
  • I giorni delle “Icone” sono giorni di sosta, attimi di lentezza nei quali attingere dal mio dentro quei pensieri, quei ricordi, quel pregare che durante la vita quotidiana sono soffocati dal correre e dal rincorrere le cose da fare, le persone da accontentare. Perché se non trovo pace dentro di me, coloro che mi stanno accanto restano persone da accudire e accontentare e non da amare. L’esercizio di fare memoria non è semplice ma ogni volta scopri che è indispensabile per amare prima di tutto me stessa e fare pace con chi mi è stato messo accanto. Grazie! (M. O.)
  • È stata per noi l’ennesima gioiosa esperienza di servizio che ci aiuta a rinnovare il nostro ‘SI’ e a sentirci parte viva della “Chiesa del grembiule”. Esperienza che ogni volta si fa Dono reciproco grazie alla Sua Luce, illuminando le nostre vite e facendo si che il nostro andare sia un continuo tornare a Lui. Una riconferma del Suo Amore che si riversa abbondantemente nei nostri cuori e che diventa linfa vitale per amare i fratelli attraverso il servizio (V. e L.)
Clicca qui per ascoltare le lectio di P. Mauro
Write a comment:

*

Your email address will not be published.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Copyright 2020 | Centro Spiritualità Giovani-Cuglieri
© Tutti i diritti

Seguici su: